Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/63

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SECONDO - ELETTRA

70non mai segnò      la robbia; alla futura
prole sorride,      e allarga la pastura
sopra il macigno.      In quale tempo ei fu
pastore? Quando      migrò con la tribù
su le grandi orme      dei padri alle pianure?
75Quando agli armenti      cinse i fuochi notturni,
fatta la sosta      presso la fonte pura?
Mondo di strage,      ei beve il vento. I flutti
crespi e canuti      accorrono ver lui
come le bianche      pecore per l’azzurra
80erba; ed ei sa      il suono che le aduna.
D’antico tempo      gli sovviene. Di tutto
quel che fu ieri      non gli sovviene più.
Apre così      le braccia la Natura
subitamente      al buono figliuol suo
85per riposarlo,      sopra il suo petto ignudo,
di tanto sangue      e di tanta ventura.
E il figlio a lei      così volge dischiusa
la sua divina      anima di fanciullo.

IV.
Ma ecco l’ombra      di Caprera. Ecco l’aspra
90Gallura, i monti      aerei nell’aria. [Il granito sepolcrale]
Ecco il granito      ov’ei riposerà.
Ecco la tomba      che gli lavorerà


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