Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/142

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DELLE LAUDI - LIBRO

scendono ansanti nella gran caldura;
lunghi bràmiti ascoltano lontani;
bevono: in qualche tacita radura
poi fino a morte si combatterà.
455O Notte, o Notte, invano tu nascondi
ne' tuoi capelli il dolce tuo nemico!
Non sono i tuoi capelli sì profondi
che non veggasi dai nostri occhi umani
fiammeggiarvi per entro il tuo piacere.
460La terra oppressa respiro non ha.
Arde l’ombra. La vigna è come il vino:
il grappolo su'l tralcio si matura
poi che il raggio nell’uva è prigioniere.
La terra soffre nell’ebrietà.
465Arde come una glauca vampa l’ombra.
Aduna e vita e morte il bianco mare,
immensa cuna il mare, immensa tomba.
A lui dal monte la sorgente va.
Impallidisce sotto il pianto il coro
470delle Pleiadi e l’una d’elle è occulta,
l’una che seppe la felicità.
Orione si slaccia l’armatura,
e Boote si volge, e Cinosura
vacilla; e l’Orsa anche impallidirà.
475Oblia la Notte tutte le sue stelle
e il duolo antico degli amanti umani.


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