Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/15

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TERZO - ALCIONE



IL FANCIULLO.

I.
FIGLIO della Cicala e dell’Olivo,
nell’orto di qual Fauno
tu cogliesti la canna pel tuo flauto,
pel tuo sufolo doppio a sette fóri?

5In quel che ha il nume agresto entro un’antica
villa di Camerata
deserta per la morte di Pampínea?
O forse lungo l’Affrico che riga
la pallida contrada
10ove i campi il cipresso han per confine?
Più presso, nella Mensola che ride
sotto il ponte selvaggia?
Più lungi, ove l’Ombron segue la traccia
d’Ambra e Lorenzo canta i vani ardori?

15Ma il mio pensier mi finge che tu colta
l’abbia tra quelle mura
che Arno parte, negli Orti Oricellari,
ove dalla barbarie fu sepolta,
ahi sì trista, la Musa
20Fiorenza che cantò ne’ dì lontani
ai lauri insigni, ai chiari


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