Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/178

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DELLE LAUDI - LIBRO


e dell’ombre cui fànnoti gli aghi
del pino, seguendo il piacere
de’ venti, su gli occhi leggiere
20come ombre di voli su laghi.

Io ti spiava dal mio fusto
scaglioso; ma tu non sentivi,
o uomo, battere i miei vivi
cigli presso il tuo collo adusto.

25Talora la scaglia del pino
è come una palpebra rude
che subitamente si schiude,
nell’ombra, a uno sguardo divino.

Io sono divina; e tu forse
30mi piaci. Non piacquemi l’irto
Satiro su'l letto di mirto,
e il panisco in van mi rincorse.

Ma tu forse mi piaci. Aulisce
d’acqua marina la tua pelle
35che il Sol feceti fosca. Snelle
hai gambe come bronzo lisce.


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