Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/180

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DELLE LAUDI - LIBRO


Ma io non ho se non la tetra
pigna dal suggellato seme.
E a romper la scaglia che il preme
60non giovami pur una pietra.

O uomo occhicèrulo, m’odi!
Lascia che alfine io mi satolli
di queste tue persiche molli
che hai nel cesto intesto di biodi.

65Ti priego! La pigna malvagia
mi vale sol per iscagliarla
contro la ghiandaia che ciarla
rauca. Non s’inghiotte la ragia.

Ma se la mastichi negli ozii,
70quantunque ha sapore amarogno,
allor che il tuo cuore nel sogno
si bea lungi ai vili negozii,

certo ti piace, o uomo; ed io
te ne darò della più ricca.
75Tu la persica che si spicca,
e ne cola il succo giulìo,


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