Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/279

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TERZO - ALCIONE

come grembi di donne desiate,
sì che al calcar repugna il cavaliere!

25Vanno i cani tra l’èriche leggiere
con alzate le code e i musi bassi,
davanti il capocaccia che gli allena
per mezz’ottobre ai lunghi inseguimenti.
S’ode chiaro squittire in que’ silenzii.
30Il suon del corno chiama chi si sbanda
e chi s’attarda e trae la lingua ed ansa.
Già la virtù si mostra del più prode.

Il buon mastro dell’arte sua si gode:
talor gli ultimi aneliti esalare
35sembra l’Estate aulenti sotto l’ugne
del palafren che nel galoppo falca.
E, fornito il lavoro, ei torna al passo
per la carraia ingombra di fascine:
con la sua muta va verso il canile,
40va verso Oleggio ricca di filande.

Vapora il fiume le sterpose lande.


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