Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/299

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TERZO - ALCIONE


L’artefice nel flettere lo stelo
vedea sul Sagro le ferite antiche
splendere e su l’Altissimo l’anelo
180peplo di Nike.

Altro è il Monte invisibile ch’ei sale
e che tu sali per l’opposta balza.
Soli e discosti, entrambi una immortale
ansia v’incalza.

185Or dove i cuori prodi hanno promesso
di rincontrarsi un dì, se non in cima?
Quel dì voi canterete un inno istesso
di su la cima.„

Ode, così gli parla. Ed alla suora,
190che vedrai di dolcezza lacrimare,
dà l’ultimo ch’io colsi in su l’aurora
giglio del mare.