Pagina:D'Annunzio - Le vergini delle Rocce, Treves, 1896.djvu/64

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d’innumerevoli destini già compiuti. Il suo oracolo non sarebbe uno spiraglio dischiuso verso un mondo soprasensibile ma l’ammonimento di tutte le saggezze umane mescolato al soffio della Terra, di questa prima vaticinatrice secondo il verbo di Eschilo. E un’altra volta le moltitudini si chinerebbero d’avanti all’apparenza divina della sua follia, non come in Delfo per sollecitare le oscure sentenze del dio obliquo, ma per ricevere il lucido responso della vita anteriore, quel responso che non diede il Nazareno. Troppo era ignaro costui e troppo era petroso il deserto ch’egli scelse per trovarvi la sua rivelazione, laggiù sotto le montagne della Giudea, alla riva occidentale del Mar Morto: luogo di rupi e d’abissi, privo d’ogni vestigio, cieco d’ogni pensiero. Non temeva gli sciacalli famelici il giovine solitario ma temeva i pensieri. La