Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/168

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156 notturno

Ho interamente perduta la forza di muovere e di rimuovere le grandi masse incoerenti di sostanza lirica end’è formata la mia malinconia.

Ho un solo male radicato in un sol punto dell’essere: una specie di ascesso venuto a maturità, che non scoppia e non può essere da me tagliato né da altri, né estirpato, né alleviato. Vide cor meum.

Il male che ha devastato tanta parte della mia esistenza, che ha guastato tanta mia ricchezza, che ha avvilito tanta mia passione, che ha affievolito tanto mio impeto, difforniato tanta mia opera, distrutto tanti germi, contaminato tanto desiderio, umiliato tanto dolore, il mio male originario, il mio male ereditario, ecco, forse per la prima volta, accumulato, isolato, concentrato in me; e mi duole come dolgono le infezioni mortali.

Non ho se non questo, non sento