Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/299

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notturno 287


E non è vero dunque che sul limite della vecchiezza io sia rinato Principe della Gioventù eletto dai miei compagni della razza di Mario Bianco?

E non è vero che, per guidarli, «d’un più alto e puro fuoco» io mi sia riacceso in me stesso?

E non è vero che io li abbia guidati, non è vero che io sia per guidarli nel cielo nel mare e nella terra e in ogni più gran rischio obbedienti ?

Ave, Giovine. Gloria a te nei cieli, — gloria nei mari, gloria su la terra!

Tutto è sogno, e fato occulto, e predisposizione di volontà.


L’urgenza dell’intima forza mi slega. Gli urti del cuore mi sfondano il petto. Gli urti della nuca mi stirano la benda.

Con un sobbalzo repentino mi sollevo sul letto, mi strappo le fasce,´