Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/341

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notturno 329




È ancóra il turbine fùnebre
che risolleva la cenere morta?
È quel che non muore.
Le tacite larve risalgono
il silenzio del cielo mondato?
Il silenzio attende.
Da quali acque soffia lo spirito
che commove l’esangue deserto?
Son placate le acque.
Che è questo fremito d’ali?
Che è questo baleno di penne?
La specie del Sole.
Che è questo miracolo d’oro
più bello di tutte le fiamme?
L’inno redivivo, o re Lemuel.




Odo cantare le Fenici!
L’ebrietà si precipita
in me come fiumana celeste.
Sento in me il mio dio.