Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/524

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VI ANNOTAZIONE


La chiusura della cassa, la discesa nella fossa, il rito del seppellimento non mi parvero se non una imposizione della consuetudine. Drizzammo sopra il tumulo di zolle una rozza croce fatta con la costa maestra e col baglio di un nostro vecchio trabàccolo: una rozza e nera croce incatramata.

Ma taglieremo nella pietra delle nostre montagne le statue atlantiche delle nove Muse ammantate, che sotto le grandi pieghe colonnari soffrano la passione della bellezza futura; e le drizzeremo a sostenere il sacrario rotondo ove sarà traslatata l’umile eroina. Ed ella mi prenderà nella medesima arca. Seco prenderà quel che di me perisce e quel che di me non muore.


Le debbo, nella più dura guerra, altissime ore di perfetta pace. Abolito il trànsito oscuro tra le due luci, la dipartita verso ogni più disperata impresa era il principio di un’estasi non paragonabile se non a quella dei rarissimi spiriti che si lanciarono e arrivarono all’apice mistico della vita.

O rotta notturna di Pola! O notte francescana di Cattaro! Passaggi d’oltremare a sciogliere un vóto di continuo rinnovato!

È scritto in uno dei miei libri di bordo: «.Ho in me tanta pienezza di vita che, quando mi sporgo dalla prua, mi sembra di traboccare».

Venne il vasto sforzo d’ali, nel maggio seguente, sopra l’assalto delle fanterie; e il dominio acquistato nel cielo dell’Hermada, e la Pentecoste luttuosa del Timavo. E vennero poi gli altri nomi incisi nella tavola votiva: Cielo dell’Alto Adriatico, Cielo carsico. Bocche di Cattaro, Baia di Buccari, Bombardamenti diurni di Pola, Cielo di Vienna, Cielo del Piave, Marcia di Ronchi, Presa di Fiume, Spedizione di Zara, Difesa di Fiume, Ritorno al silenzio e alla solitudine.

Avevamo ripreso le armi dopo l’armistizio ingiusto. Solo col fiore dei combattenti, avevo cacciato dalla città del Carnaro la ladrerìa dei Serbi e l’insolenza degli Alleati. Nel luogo della città di traffico avevo fondato una città di vita per riaccendervi i fuochi che s’erano estinti su gli altari della Patria e per risollevarvi le imagini della