Pagina:D'Azeglio - Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, 1856.djvu/18

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capitolo i. 15


— Su, giovanotti, allegri e coraggio, chè c’è buona novella: e tu Veleno fatti in venti pezzi, e ci sarà da far per tutti. È tornato Diego Garcia, e scavalcato a casa; ed or ora sarà qui per cenare: saranno venti o venticinque buone spade, ed egli solo ne val quattro; onde fa di trovarti all’ordine e presto.... Ebbene, che fai? Sei morto?.... Muoviti.

L’oste era rimasto a bocca aperta. Quei bravi rizzatisi attorniavano e punzecchiavano il messo per sapere com’era andata la cavalcata.

— M’avrete morto, — disse spingendoli e togliendosi loro di mezzo, — e non saprete niente. Parlate voi o parlo io?

— Di’ su, di’ su, gridarono tutti insieme, che nuove abbiamo?

— Abbiamo la nuova, che torniamo stracchi morti ora proprio, che siamo stati quattordici ore a cavallo senza un sorso d’acqua.... (Ohè! Veleno, una mezzetta da tre, fresco.... ho la gola asciutta com’un pezzo d’esca....). Ma quaranta capi di bestiame grosso, e settanta decine di minuto già stanno in Barletta; e tre uomini d’arme prigioni, che, se Dio vuole, sputeranno tanti bei ducati d’oro, come siamo cristiani battezzati, se voglion riveder l’uscio di casa loro. Vi so dire che c’è voluto del buono a scavalcarli ed averne le spade.... (E questo vino lo porterai prima di cascar morto?....). Menavano a due mani come saette: uno, in ispecie, era in terra, e ’l cavallo ferito l’avea messo sotto, e se gli gridava tutti, renditi o sei morto; egli dava imbroccate con un suo spadone, e se non gli si rompeva in un colpo che tirò al cavallo d’Inigo, e che invece colse l’arcione ferrato, o ci bisognava finirlo colle lance, o ci veniva ritolto. Pure al fine ha dato a Diego Garcia la mezza spada che gli era rimasta.

Veleno in questa giunse col vino e versò da bere