Pagina:Dübner - Grammatica elementare e pratica della lingua greca, Firenze, Paggi, 1857.djvu/10

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prefazione. vii

solo fan professione di greca filologia, ma e a tutti quelli, cui fu dalla Provvidenza commesso il delicato ufficio di ammaestrare la gioventù nelle lettere, compì il difficile assunto, simplicizzando e approfondendo i principii della grammatica greca. Basta, senza toccare della sintassi, che si pongano a fronte le teorie del mio autore su la declinazione imparisillabica, o su la forma del presente ne’ radicali monosillabi e di vocale breve co’ precetti del metodo del Burnouf, perchè non mi sia data accusa d’eccessivo amore per lui, se affermo, che da un’immensa quantità di fatti ha indotto le leggi fondamentali del più grande idioma, che gli uomini abbian parlato.

Io tuttavia non sono lungi dal credere, che in progresso di tempo anche altre e non meno fondamentali modificazioni potranno essere importate nella grammatica della lingua greca, e massime dal sistema di comparazione, in cui è entrata la moderna filologia. Forse allora la teoria della coniugazione potrà farsi più semplice, riducendo le tre voci del verbo greco alle due forme primitive del verbo della lingua sanscrita la parasmaipada e l’atmanepada1: nè ciò con grave difficoltà, come che riesca evidente ad ognuno, che la sola voce completa del verbo greco, oltre l’attiva, è la media, la quale avendo tutte le forme della passiva, hai poi analogiche quelle del futuro

  1. Parasmaipada è vocabolo composto, e vale quanto forma grammaticale o vocabolo (pada) per un’altro (parasmai dat.); atmanepada poi vale forma per se stesso (atmane).