Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/189

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5. la via romana al numero 167

5. La via romana al numero

Tutti conosciamo i simboli base della numerazione romana, cioè, I, V, X, L, C, D e M che valgono nell’ordine 1, 5, 10, 50, 100, 500 e 1.000. Si è cercato in molti modi di spiegarne l’origine. Valerio Probo riferisce di un antichissimo codice secondo il quale i numeri sono rappresentati dalle lettere dell’alfabeto latino: A = 500, B = 300, C = 100, D = 500 e così via, senza alcun ordine logico. Inoltre, spiega che il 5 è scritto V (la U dei Romani) perché questa è la quinta vocale; la X vale dieci perché è la decima consonante. Le lettere C e M sono le iniziali di cento e mille. Più artificiosa è la spiegazione dei segni del 50 e del 500. Dice Valerio Probo che i Greci scrivono il 50 con la lettera NI; siccome nel parlare è frequente lo scambio fra N e L (Lynpha/Nynpha), la L assume dunque il valore di 50; la lettera D vale 500 perché dopo la C viene la D, oppure perché è l’iniziale di Dimidium, cioè metà (di mille), o anche perché la metà sinistra della M, in certe stilizzazioni, assomiglia approssimativamente alla D. Commenta il Ricci: “Per il che si vede che sono raggioni molto stiracchiate”.

Valore numerico delle lettere latine secondo Valerio Probo.