Pagina:Daniele Cortis (Fogazzaro).djvu/117

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pronto! 107


«Non è possibile dirtelo.

«Allora...» fece Daniele, come se il discorso gli paresse chiuso.

«Non mi accontenti?» insistè sua madre.

Daniele non capiva.

«Ma come mai?» diss’egli.

Guardò l’orologio. Aveva pensato di scendere, a una cert’ora, all’albergo, per vedere se ci fossero lettere o telegrammi.

«Almeno» esclamò con subita passione la signora Cortis «non andare a casa Carrè!

Cortis aggrottò le sopracciglia: una vampa di rossore gli salì al viso.

«Perchè?» diss’egli con voce vibrante di collera. «Io andrò sempre a casa Carrè.

«Oh Daniele, almeno finchè ci sono i Di Santa Giulia, no!» In quel momento il viso e la voce della signora ebbero un lampo di sincerità.

«Va benissimo» rispose Cortis amaramente. «Dite al vostro corrispondente, qualunque egli sia, ch’è un bugiardo e uno stupido, e che quella signora e io siamo troppo al di sopra di lui e di molti altri, perchè questo veleno ci possa offendere.

Delle voci maligne n’erano corse a Villascura. Cortis lo sapeva.

«La signora?» domandò sua madre con un lampo negli occhi. «Non so niente della signora.

Cortis, che guardava da un’altra parte, voltò la testa con impeto, le piantò gli occhi in viso, aspettando che si spiegasse meglio. Ma ella non parlò più.

«Dunque?» proruppe Cortis.

«Niente» rispose l’altra con un gran sospiro.

Cortis insistè.