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tra cefalù e roma 175

siglierei di scrivere direttamente e segretamente alla contessa Tarquinia Carrè. Ove Ella non credesse di poterlo fare per riguardi personali, m’incaricherei io stesso di far sì che la contessa venisse a Cefalù senza comprometter Lei.

Ho scritto oggi stesso a mia cugina giusta i Suoi consigli; le riscriverò presto; ma prima desidero conoscer l’effetto di questa seconda lettera. Io ho moltissima stima di mia cugina e siamo sempre stati buoni amici, ma qualche volta non c’intendiamo e allora io le dico il mio parere forse un po’ troppo bruscamente.

Mi creda

suo dev.mo
Daniele Cortis.


All’ill.mo signor deputato

Daniele Cortis, a Roma.

Cefalù, 13 gennaio 1882.

Ill.mo signor deputato,

La signora baronessa ha ricevuto l’altro ieri, martedì, la Sua lettera. Io non ero presente ed ella non me ne ha ancora detto nulla. Lo seppi dalla cameriera, la quale mi soggiunse che la signora non parlò, ma che i suoi occhi erano molto contenti.

Io pure sono molto contento della nuova cura. Abbiamo da due giorni un miglioramento sensibile. Ieri la baronessa, che è solita passare dal letto a una cislonga, potè fare qualche passo per la casa, e mi confessò che da un pezzo non aveva preso cibo con minore ripugnanza. Stamattina la trovai a piangere. Mi disse, sorridendo fra le lagrime, che era com-