Pagina:De' Bassetti - La polenta dei Ciusi-Gobj.djvu/8

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Dal titolo posto in fronte si comprende di leggieri, che si tratta di uno spettacolo carnovalesco; ma ciò non è tutto. Si tratta di una festa, che commemora un patrio avvenimento, c la prisca bravura del popolo tridentino. È uno spettacolo, che modificato con savio accorgimento, potrebbe a buon diritto competere con tanti di molte altre città, nelle quali la affluenza de’ forestieri mette in circolazione molto danaro, e favorisce i commerci.

Consultando la storia dell’umanità dobbiamo persuaderci della tendenza innata nell’uomo a qualche spasso. Quindi provenne l’uso de’ pubblici divertimenti, ai quali spesso si attribuiva un merito inestimabile, perchè consacrato da Miti eroici, o religiosi. Nella Grecia p. e. divennero celebri i giuochi Nemei, Pitici, Istimici, e mille altri, ma sopra tutti gli Olimpici. In Roma i baccanali importati dall’Etruria, i ludi Secolari, Agonali, Arvali, Saturnali, Capitolini, Circensi, e moltissimi altri, che si ommettono per brevità. E la stessa Roma cristiana non potè mai del tutto rinunziare agli usi delle feste pagane; la qual cosa dimostra che l’uomo, in qualunque condizione si trovi, ha bisogno dopo lunga fatica della mente, o del corpo di una qualche ricreazione, che equivalga a riposo.

Cotali spettacoli, se ginnastici, aveano la mira di promuovere l’agilità, e la robustezza del corpo, e di addestrare la gioventù agli esercizi guerreschi; tutti poi o più o meno, facevano sentire altamente di se, e della patria. Scopo ultimo, e morale ne era la fratellanza, o l’emulazione nelle virtù, se non vere, almeno propizie alle idee, ed ai bisogni dei popoli; come ce lo dimostra lo stesso rapimento delle Sabine.