Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/53

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il nome di lui ho potuto veder registrato nella Biografia degli scrittori perugini, del Vermiglioli. 1.

Frate Leonardo da Pistoja, domenicano, autore anche d’una Somma di Teologia, probabilmente perduta o smarrita, fiorì circa il 1280, e scrisse un’opera quadripartita di Matematica ad utilitatem et eruderationem novorum seu rudium auditorum. Quattro allora, come per tutto il medio evo, si riguardavano le parti della scienza Matematica, cioè l’Aritmetica, la Geometria, la Musica e l’Astronomia. Fra Leonardo tratta della numerazione degl’interi, e delle frazioni, probabilmente comprendendo sotto il vocabolo numerazione (de arte numerandi) le varie operazioni aritmetiche, e poi de conditionibus et proprietatibus et proportionibus numerorum secundum traditionem Boetii in arithmetica sua. E della Geometria poi dice egli medesimo: Geometriae praticam postulantibus et inexperlibus tradere volens non quasi novum opus edidi, sed vetera et praedecessorum meorum dicta collegi2. Di che si pare che il buon religioso intese fare opera elementare per facilitare l’apprendimento della scienza e diffonderne la cognizione, ma non cercò di dilatarne i confini. Scrisse ancora De Computo Lunae secundum doctores Ecclesiasticos.

Terzo in ordine di tempo, ma primo per fama ed autorità, dopo Leonardo pisano, ci si presenta Maestro Paolo. Il quale è quel Paolo de’ Dagomari, nato di nobile famiglia pratese, che per la sua perizia nel calcolo e per la professione che ne tenne a Firenze fu chiamato



  1. Stampata in Perugia. 1828, 1829.
  2. Pag. 373 e seg.