Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/58

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pisano e d’altri autori, compilato da B. 1 a un suo caro amico negli anni di Χρο mcccclxiii. — «Vivono ancora al tempo presente e’ nipoti del detto M.o Antonio. El quale, secondo che per udita posso scrivere, egli fu da Peretola de’ Mazinghi onorevoli uomini. E come il padre assai copioso secondo gli uomini di quella villa delle cose che la fortuna porge, ed ancora di buono intelletto, volle al figliuolo dare virtù le quali per alcuno accidente gli fussino tolte2, e fattolo imparare leggere e scrivere e grammatica che in piccol tempo assai sufficiente ne venne. Imperò che secondo l’uso del dire di quel tempo in latino ed in vulgare disse bene, ed ancora scriveva lettera antica bene proporzionata. E di poi si dette allo studio delle opere Matematiche; e fu suo precettore M.o Pagolo. E benchè alcuni dichino che stesse con lui in casa, e che fu quello che manifestò la morte sua, questo non affermo per vero. Ma potrebbe essere. E poco tempo stette con M.o Pagolo, che’l detto M.o Pagolo morì, e nel testamento lasciò e’ beni immobili alla Chiesa di Santa Trinita, che, secondo che si vede per l’arme, che sono foglie di vite, le due capelle allato allo maggiore muro cioè furono murate de’ suoi denari, benché ancora la maggiore



  1. «È da credere che l’autore il cui nome è indicato dall’iniziale b sia Benedetto aritmetico fiorentino del secolo decimoquarto (Vedi Atti dell’Accademia Pontificia de’ Nuovi Lincei, compilati dal Segretario, Anno v, 1851-52 , Sessione i pag. 55-58)» (Nota del Pinc. Boncompagni. Op. cit. pag. 139).
  2. Si noti questa frase, nella quale alcuno sta per nessuno. Della conformità della stampa al testo ci è garante l’esattezza del Nob. Editore. Ma egli non ha di sua mano copiato il Codice che è a Siena.