Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/83

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debebat missum fuit ante per plures dies a certis sapientibus bononiensibus, similiter et a certis medicis, et sapientibus de Parma, qui dixerunt quod hoc esse debebat sic dicta die. (pag. 286) Questa bravura nel predire l’eclisse fa più onore alla perizia astronomica, che alla profondità della scienza salutare in que’ medici: provenendo essa dalla pazza applicazione dell’astrologia alla cura de’ morbi, giusta i pregiudizj di que’ secoli.

In questo tempo fioriva altresì il modenese Pietro della Rocca che secondo l’Alidosi fu lettore d’Astrologia in Bologna ne 1327. Ma degli onori e della fortuna straordinaria ch’egli ebbe fu debitore alla Medicina 1.

Nè diversamente procedevano le cose nelle altre Università. Perciò alle scienze matematiche non solo non era assegnato posto onorevole e separato, e tutt’al più erano collocate quasi Appendice nella classe Artistica, (per essere i loro professori annoverati fra’ Magistri Artium); ma ancora i professori delle medesime non aveano obbligo d’insegnarle altrui; sicchè di loro scienza facevano privato mercimonio, comunicandola a prezzo ai pochi che ne fossero desiderosi. Di che esempio degno di ricordazione ci presenta la vita di quel buono e benemerito Vittorino da Feltre, al quale ora la patria sua sta disponendo l’onore di pubblico monumento. Leggiamolo nelle parole dell’illustre suo biografo roveretano. «Invogliossi altresì (Vittorino) d’apprendere le matematiche, scienza utilissima a maturare e a perfezionar l’intelletto, ma che a que’ tempi era poco conosciuta in Italia. In fatti altro a professore, che fosse veramente celebre in essa, non



  1. Tiraboschi, Bibl. Moden. Tom. iv. pag. 365.