Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/125

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La battaglia campale 117

con un vestito nuovo di lana grigia, filettato di raso, che aveva fatto senso nel paese, e con un viso fiorente e soddisfatto, con non so che di più morbido e di più guizzante in tutta la persona, ch’era una vera provocazione agli scrutatori del gran mistero. Qualcheduno aveva ben tentato di dar corso alla voce ch’ella fosse stata un mese a Torino per deporvi tutt’altro che il peso delle sue fatiche scolastiche. Ma la calunnia non aveva attecchito. E d’altra parte, a volerci credere, che sugo c’era? Significava riconoscere che la corbellatura, a cui il villaggio sottostava da un anno, era stata compiuta e coronata in tutte le forme. Il meglio, dunque, era di tornare alla vigilanza e alle ricerche, tanto più che pareva che ci fosse un filo. Una settimana dopo il ritorno della Fanari, sul far della sera, aveva fatto una breve apparizione al caffé un signore sconosciuto, con una bella barba bionda; il quale, uscendo, aveva infilato il vicolo dove abitava la maestra; e quella sera stessa, a notte, s’era visto la finestra della camera di lei, che sempre era rischiarata fino a tardi, chiusa con le imposte e tutta nera; e trovando naturalissimo quello che invece era inverosimile, s’era detto: son stati prudenti finora; ma dopo essersi visti un mese a Torino tutti i giorni, non potendo resistere alla troncatura dell’abitudine, hanno fatto una mattata, nasca che nasca. Ma tutto era rimasto lì. Per quanto presto fossero corsi alcuni la mattina dopo a far la guardia alle cantonate, non avevan visto uscir nessuno dalla casa. N’era uscita essa sola, all’ora solita, con quell’amore di vestito grigio, e aveva salutato le sentinelle con un sorriso gentile, sottolineato da quella diabolica smorfietta del labbro inferiore. Non importa: si sarebbe stati ancora a vedere. In quelle faccende, dicevano, rotto una volta il freno alla prudenza, ci si ricasca. Un giorno o l’altro si sarebbe fatta beccare, e allora le avrebbe scontate tutte assieme.

La notizia intanto era corsa nel villaggio e l’avevano portata al parroco, frangiata, con la speranza ch’egli tirasse dal pulpito una stoccatina, che avrebbe fatto un effettone. L’aspettazione fu delusa. Per quanto egli fosse ardito, gli era parso temerità, senza dubbio, di arrischiarsi a un’accusa così grave sopra un fondamento così incerto. Ma un altro fatto sopravvenne, che