Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/161

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Parroco e segretario 153

presentasse in modo cortese e amichevole, egli fu male accolto quasi da per tutto. Alcuni gli dichiararono apertamente che non avrebbero mandato a scuola i figliuoli perchè n’avevan bisogno per i lavori; altri perchè la scuola era troppo lontana; altri perchè il ragazzo stava poco bene di salute; e mentre parlavano, il malato era lì che macinava pane a quattro ganasce. Egli tentava prima di persuadere; poi ammoniva in nome della legge. — Ah, l’ammenda! — rispondevano; — son ciance. Vogliamo un po’ vedere se il signor sindaco avrà il coraggio di strapparci di bocca quel pezzo di pane! — Alcuni se ne ridevano, dicendo che tutto si sarebbe ridotto a far pubblicare i nomi dei parenti a quel luogo comodo dell’albo pretorio, dove nessuno li avrebbe neanche veduti. — Un contadino, fra gli altri, lo investì. — Ah sì! Ah proprio ci mancava ancor questa delle angherie! Non bastava la leva, ci voleva per giunta l’obbligatoria! Il signor sindaco me lo pagherà lui il servitore da mettere in cambio del figliuolo che mi fa tutte le piccole commissioni! Dica un po’: verrà il signor pretore a condurmi in pastura le vacche! Lasciamola lì, signor maestro: ci vuole del fegato per portar di queste imbasciate! — Ma i più singolari eran quelli che ragionavan sulla cosa tranquillamente, come se il mandare a scuola i ragazzi fosse rendere al Governo un servizio che desse loro diritto a un compenso. — Ebbene — gli disse un di questi, in un crocchio, — se il Governo vuole i ragazzi a scuola, ci dia un sussidio. I soldati li mantengono e li pagano, mi pare. Ora il Governo vuole gli scolari, si paghi gli scolari. — Con tutto questo, un po’ per timore dell’ammenda, un poco per condiscendenza, sei o sette delle venti famiglie renitenti mandarono i figliuoli. Per le altre vide il maestro che non c’era che da aspettar gli effetti del rigore del sindaco, e rinunziò alla sua propaganda.


PARROCO E SEGRETARIO.


Aveva trovato alloggio poco lontano dalla scuola, in una casetta scalcinata e nera, dove a pianterreno abitava il segretario comunale, e al primo piano, sullo