Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/349

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La maestra aspettata 87

il cui posto era stato abbandonato spontaneamente dalla sua predecessora in seguito ad un caso strano, pel quale aveva dovuto sfrattare anche il giovane viceparroco, dilettante di musica e, per sua disgrazia, suonatore di troppi strumenti: un caso davvero disgraziato, un maledetto colpo di vento che, mentre passava per un sentiero solitario una brigata di buontemponi, aveva portato via una certa capanna di vignaiuolo, sotto la quale il “direttore delle coscienze„ e l’“operaia dei cuori„ stavano risolvendo il problema importantissimo della conciliazione della chiesa cattolica con la scuola nazionale. Sventuratamente per lei, anche la maestra che doveva venire era già sulle bocche di tutti, non solo perchè si sapeva che era giovanissima ed esordiente, ed erano impazienti tutti, come sempre in casi simili, di vedere se fosse bella, elegante, socievole e sola, o il contrario di tutto questo; ma anche per un’altra ragione, da cui le dovevan nascere molti dispiaceri. Pochi giorni prima della venuta del Ratti, erano arrivati per la posta da Torino a vari personaggi del paese, non indicati per nome, ma per la carica e la professione, alcuni numeri d’un giornaletto letterario, contenente uno squarcio di prosa poetica, col titolo La giovane maestra, e firmato col pseudonimo Mammola: accanto al quale c’era scritto col lapis rosso, in grandi caratteri, il nome della nuova maestra: Adelina Gamelli. A nessuno venne in mente che quella spedizione potesse essere un mal gioco fattole da un’amica invidiosa per tirarle addosso il ridicolo: tutti pensarono che avesse mandato essa medesima i giornali per dare un saggio anticipato di sè, e prepararsi la celebrità letteraria nel villaggio in cui doveva arrivare. L’articolo, per giunta, si prestava un poco alla canzonatura. Cominciava: “Chi è quella soave fanciulla dall’aspetto sereno, alla quale, come candide margheritine intorno a rosa pur mo’ sbocciata, fanno tante dolci bambine amorevol corona?...„ ed era tutto un idillio in prosa dedicato a una giovane maestra di villaggio, una specie di descrizione ideale della vita che aspettava lei, infiorata da capo a fondo d’immagini e di citazioni di versi un po’ forzate, e piena di quella sentimentalità scolastica, che s’attacca ancora a molte ragazze di