Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/485

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Ultimi giorni 223

che strappavano alle volte al giovane maestro delle esclamazioni d’ammirazione e d’entusiasmo. Poi si rinchiudeva in sè, e non parlava più per vari giorni. E il Ratti lo ammirava e gli era grato perchè nobilitava ai suoi occhi la sua professione, perchè gli pareva un titolo vivente di gloria per la sua classe, un maestro a cui sarebbe sempre ricorso col pensiero per opporlo in cuor suo al disprezzo che ostentava tanta gente per i suoi cinquanta mila colleghi, per poter dire, pensando a lui, ai disprezzatori: — Eppure ci son degli uomini fra noi, davanti ai quali voi dovreste chinare la fronte a terra! — E più ammirabile gli pareva, pensando ch’egli non avrebbe mai migliorato il suo stato, che molti ispettori non l’avrebbero distinto da altri mille maestri, che sarebbe morto sconosciuto, come un lavoratore di miniera, non avendo guadagnato in quarant’anni del suo santo lavoro quanto guadagnava un tenore in una settimana.


ULTIMI GIORNI.


Ma il Ratti pure visse tutto chiuso in sè gli ultimi mesi. Essendo stato bandito ai primi di maggio un concorso a sedici posti di maestri nelle scuole di Torino, il giovane aveva mandato subito le sue carte, e d’allora in poi, considerando come impegnato il suo onore di fronte al paese, s’era messo a ripassare con nuovo ardore le otto materie d’esame, che da otto anni aveva tante volte rilasciate e riprese. L’idea d’andare a fare il maestro a Torino, dove sarebbe stato sicuro della stabilità del suo posto, e avrebbe potuto frequentare corsi universitari, conferenze, biblioteche, e colleghi ed amici colti, non avendo altri vincoli che l’orario e altri superiori che le autorità scolastiche, gli dava un impulso vigoroso a tutte le forze, come la visione d’una terra promessa. Egli era in quella età così propizia agli studi, nella quale all’ardore della gioventù si unisce già la tenacia degli anni maturi, e s’ama ancora il mondo abbastanza da desiderar di inalzarsi ai suoi occhi, ma non più tanto che costi un sacrifizio il separarsene