Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/421

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fez 411


— Saranno casi rari — risposi, per dir qualche cosa.

Casos raros? — esclamò accendendosi. Casi di tutti i giorni! — (E qui vorrei poter riferire tale e quale il suo linguaggio rotto, concitato e infantile). Prove! Prove! Io a Marsiglia. Sono a Marsiglia. Compro cotone. Scelgo il filo, grosso così. Dico: — questo numero, questo bollo, tanta quantità, mandate. — Pago, parto, arrivo al Marocco, ricevo cotone, apro, guardo, stesso numero, stesso bollo.... filo tre volte più piccolo! non serve a niente! migliaia di lire perdute! Corro al Consolato.... niente. Otro. Un altro. Mercante di Fez ordina Europa panno turchino, tanti pezzi, tanto larghi, tanto lunghi, convenuto, pagato. Riceve il panno, apre, misura: primi pezzi, giusti; sotto, più corti; gli ultimi, mezzo metro meno! Non servono più alle cappe, mercante rovinato. Otro, otro. Mercante di Marocco ordina, Europa, mille metri gallone d’oro per ufficiali e manda denaro. Gallone viene, tagliato, cucito, portato.... rame! Y otros, y otros, y otros! — Ciò detto alzò il viso al cielo, e poi, rivolgendosi vivamente verso di me: — Più onesti voi?

Ripetei che non potevano essere che casi eccezionali: non rispose.

— Più religiosi voi? — domandò poi bruscamente. — No!