Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/469

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sul sebù 459


Messo in sella dal suo ufficiale, disse ancora una volta: — La pace sia con voi! — e partì di galoppo, seguito dal suo piccolo stato maggiore incappucciato.


Quella stessa sera vennero parecchi malati a cercare il dottore, il quale col dracomanno Salomone e un drappello di soldati era partito poco prima, per la via d’Alkazar, alla volta di Tangeri. Venne, fra gli altri, un povero ragazzo mezzo nudo, macilento, cogli occhi rovinati, che appena ci vedeva e pareva affranto dalla fatica. — Che cosa vuoi? — gli domandò il Morteo — Cerco il medico cristiano, — rispose con voce tremante. Quando intese ch’era partito rimase un momento come istupidito, e poi gridò con accento disperato: — Ma io non ci vedo più!... Io ho fatto otto miglia per venir qui a farmi guarire dal medico cristiano!... Io ho bisogno di vedere il medico cristiano! — E diede in uno scoppio di pianto da straziare il cuore. Il Morteo gli mise in mano una moneta, che accettò con indifferenza, e indicandogli la via che aveva preso il dottore, gli disse che, andando di buon passo, avrebbe forse potuto ancora raggiungerlo. Il ragazzo stette un po’ incerto, guardando verso quella parte cogli occhi pieni di lagrime, e poi si mise lentamente in cammino.