Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/280

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emilio zola. 277


che egli vorrebbe ricondurre alla forma antica, alla comicità di buona lega, la quale consiste tutta nei tipi e nelle situazioni, e non in quello spirito fouetté en neige, rélevé d’une pointe de muse, che piace per la novità, e che non saprà più di nulla fra cinque anni; ai caratteri largamente svilup­pati in un’azione semplice e logica, alle analisi libere e profonde, e ai dialoghi sciolti da ogni convenzione; a una forma insomma, in cui pos­sano spiegarsi e prevalere le sue forti facoltà di romanziere. E propugnando queste teorie, difende ostinatamente i suoi lavori drammatici. Un amico andò a visitarlo dopo la caduta del suo Bouton de rose al Palais Royal, e lo trovò a tavolino con da­vanti un mucchio di fogli scritti. — Che cosa fate? — gli domandò. — Vous comprenez — rispose — je ne veux pas lâcher ma pièce. — Stava facendo una difesa del Bouton de Rose, curiosissima, nella quale si rivela il suo carattere meglio che in un epistolario di cinque volumi. Cominciò coll’esporre il soggetto della commedia, ricavata in parte dai