Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/330

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parigi. 327


esempio mette il furore; del lavoro nelle gene­razioni seguenti; e infine che enorme quantità si ritrovi là di lavoro non finito, di prove, di ab­bozzi, di materiale sciupato dagli uni, ma non inutile per chi verrà, e di creazioni pregevoli, in tutti i campi, ma condannate a morire dove sor­gono, perché schiacciate dall’abbondanza del me­glio. Quando s’è osservato tutto ciò, il soggiorno di Parigi riesce caro ed utile solo per veder la­vorare quella macchina immensa, per vedere come essa leviga, perfeziona, trasforma, spreme, stritola l’inesauribile materiale d’ingegno, di ricchezza, di gioventù, d’ambizione, di coraggio, che la Fran­cia e il mondo gettano continuamente fra le sue ruote formidabili, e come versa dalla parte op­posta grandi nomi, celebrità sventrate, capolavori? parole immortali, ossa rotte, armi, gemme e tra­stulli, che la Francia e il mondo s’affannano a raccogliere e a commentare. Fate dunque i censori addosso a questo colosso! Strillate contro i suoi operai perchè bevono l’assenzio e cantano in