Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/7

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4 ricordi di parigi.


Luglio, gli alberi, il viavai rapidissimo delle car­rozze e della folla, s’intravvedono appena. È il primo soffio impetuoso e sonoro della vita di Parigi, e si riceve a occhi socchiusi. Non si co­mincia a veder nettamente che nel boulevard Beaumarchais.

Qui comincia ad apparire Parigi. La via lar­ghissima, la doppia fila degli alberi, le case al­legre; tutto è nitido e fresco, e da tutto spira un’aria giovanile. Si riconoscono al primo sguardo mille piccole raffinatezze di comodità e d’eleganza, che rivelano un popolo pieno di bisogni e di capricci, per il quale il superfluo è più indispensa­bile del necessario e che gode la vita con un’arte ingegnosa. È la buvette tutta risplendente di ve­tri e di metalli, è il piccolo caffè pieno di pre­tese signorili, è la piccola trattoria che ostenta i ghiottumi squisiti del gran restaurant, sono mille piccole botteghe, linde e ridenti, che fanno a so­verchiarsi le une le altre a furia di colori, di