Pagina:De Amicis - Spagna, Barbera, Firenze, 1873.djvu/177

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madrid. 171


dici che sanciscono la gloria. Il Circo di Madrid è il Teatro della Scala dell'arte toresca.

L'inaugurazione delle Corse dei Tori a Madrid è assai più importante d'un cangiamento di Ministero; un mese prima n'è sparso l'annunzio in tutta la Spagna; da Cadice a Barcellona, da Bilbao ad Almeria, nei palazzi dei Grandi e nei tugurii dei poveri, si parla degli artisti e delle razze dei tori; si istituiscono corse di piacere fra le provincie e la Capitale; chi è corto a quattrini, fa dei risparmi per potersi procurare un bel posto nel Circo il giorno solenne; i padri e le madri promettono ai figliuoli studiosi che ce li condurranno; gli amanti lo promettono alle belle; i giornali assicurano che si avrà una buona stagione; i toreros scritturati, che si vedon già per Madrid, son segnati a dito; corre voce che i tori sono già arrivati, c'è chi li ha visti, si briga per andarli a vedere; son tori dei pascoli del duca di Veragua, del marchese de la Merced, dell'eccellentissima signora vedova di Villaseca, stupendi, formidabili; s'apre l'ufficio per gli abbonamenti, accorrono in folla i dilettanti, i servitori delle famiglie nobili, i sensali, gli amici incaricati dagli assenti; il primo giorno l'Impresario ha incassato cinquantamila lire, il secondo, trenta, in una settimana cento mila; Frascuelo, il famoso matador, è arrivato; è arrivato il Cuco, è arrivato il Calderon; ci son tutti; ancora tre giorni! migliaia di persone non parlan d'altro, vi son signore che sognano il Circo, ministri che non han più il capo agli affari, vecchi di-