Pagina:De Blasis - Leonardo da Vinci, 1872.djvu/47

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Utili pure sono le Pitture e le Sculture di Filostrato, la Storia di Ercole Tebano, i Quadri dell’Iliade dell’Odissea e dell’Eneide di Caylus, la Vita di Raffaello di Quatremère de Quency, il Giove Olimpico dello stesso, il Laocoonte di Lessing, l’Apollo di Winckelmann, gli Studii del Cicognara, e prima di tutti, dell’illustre Ennio Quirino-Visconti, del terribile critico Milizia, e di molti altri giudici competenti delle arti del disegno.

Il Trattato del Vinci deve essere il Vademecum, innanzi tutto, degli scolari. La teoria e la pratica vanno di pari passo, e l’esempio segue il precetto. Le innovazioni, le nuove osservazioni, le scoperte del Vinci, dovute ad una scienza fondata sopra indefessi studii ed una lunga e continua esperienza, sono di una utilità grandissima, e ponno anche illuminare la mente a pittori provetti, i quali, nella foga della esecuzione, oltrepassano i limiti del vero e del bello. La memoria di uno scrittore, di un filosofo, di un artista, è un culto pei loro fedeli. — Non si abbandonino mai i classici, così in letteratura, come nelle arti belle; havvi sempre da imparare nello studio delle loro immortali opere.

Si rammentino ognora i seguenti versi di Altieri, di quel grande che per il primo, al terminare dello scorso secolo, fece palpitare d’amor patrio gl’italiani giovani, rammentando la storia del passato in confronto a quella del presente, a loro, figli di quegli uomini gloriosi:

«Ardite, generose itale menti
D’ogn’alta cosa insegnatrici altrui!»

Degenerarono per odiose vicende politiche e per brutale forza tirannica straniera. Finalmente l’Italia raggiunse lo scopo a cui tendevano il cuore e la mente del fiero e sublime astigiano e la schiera de’ suoi nobili e generosi seguaci.

Rapidamente l’Italia ha preso il posto che le spet-