Pagina:De Blasis - Leonardo da Vinci, 1872.djvu/70

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y puisèrent leurs inspirations, et en firent jaillir le feu d’une nouvelle vie pour la peinture, l’art statuaire et l’architecture. Par un hasard heureux, ces deux grands artistes cultivèrent tous les arts dépendants du dessein. En France, la sculpture obtint les premiers succès sanctionnés par le goût: l’architecture suivit bientôt l’art statuaire dans ses progrès; ce ne fut que dans le dix-septième siècle qu’on vit la peinture obtenir des triomphes aux yeux de l’Europe, tandis que la sculpture perdait de son éclat.»

(9) Il Rosso, pittore, nacque in Firenze nel 1496; fu chiamato ordinariamente Maestro Rossi. Egli non ebbe maestro nella pittura. Si apprese alle opere di Michelangelo e del Parmigianino, e volle farsi una maniera particolare. Fecondo era il suo ingegno, ed alquanto rozzo e feroce era il suo modo di disegnare, quantunque dotto. Molto operò in Roma ed in Perugia ai tempi di Raffaello.

Le sciagure da cui fu colpita la suà vita lo indussero a recarsi in Francia, ove Francesco I gli fece una pensione e gli diede la direzione dei lavori che allora facevansi a Fontainebleau. S. M. gli conferì pure un canonicato della Santa-Cappella, con ricca pensione, dimodoché l’affetto del re, ed il suo proprio merito, lo posero in grande reputazione. La grande Galleria di Fontainebleau, innalzata sul di lui disegno e dipinta di sua mano, attesta la sua somma abilità. Vi fece pure i bei fregi ed i ricchi ornati di stucco che l’abbelliscono. Il re, innamorato delle sue opere, colmollo di nuovi beneficii.

Ben fatto della persona era maestro Rosso, e coltivò il suo ingegno acquistando molte cognizioni, ma oscurò tutti i suoi rari pregi con la vergognosa morte che si procacciò da sé stesso. Avendo fatto arrestare Francesco Pellegrini, suo intimo amico, sopra il solo sospetto che gli aveva derubato una somma considerevole di denaro, lo mise nelle mani della giustizia, la quale dopo averlo applicato alla quistione, lo dichiarò innocente. Pellegrini, essendo libero, pubblicò un libello contro Maestro Rosso, il quale credendo di non poter giammai mostrarsi con onore, mandò a cercare a Melun del veleno, sotto il pretesto di farne della vernice, e lo prese a Fontainebleau, di cui morì lo stesso giorno, nel 1541. — Si hanno pure di questo rinomato artista moltissimi ritratti di un effetto incantevole.

Maestro Rosso poneva gran gusto ne’ suoi componimenti; riusciva a maraviglia nello esprimere le passioni dell’animo, dava