Pagina:De Cesare - Roma e lo Stato del Papa I.djvu/281

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viaggio del papa nelle provincie 263

giore. Bologna non ospitò mai tanti cospicui personaggi. Arrivarono via via il duca e la duchessa di Modena, il re Ludovico di Baviera, la duchessa reggente di Parma coi figli, il granduca di Toscana con la famiglia, la duchessa di Berry, e il conte D’Alte, ministro di Portogallo a Torino. Vi giunse pure da Firenze Carlo Boncompagni, ministro di Sardegna, amicissimo del Minghetti, del conte Malvezzi de Medici, e del marchese Tanari. Il 13 giugno Pio IX trasferi la sua dimora in San Michele in Bosco.


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Il Minghetti e il Pasolini hanno consacrato nei propri Ricordi i loro colloqui col Papa, e altre interessanti notizie son contenute in una lettera, scritta dal principe Rinaldo Simonetti ad Aurelio Ceruti, e pubblicata dal Silvagni nel terzo volume della sua opera. I due ex-ministri, ritrovatisi dopo tante vicende alla presenza del sovrano, non si lasciarono sfuggire l’occasione per insistere sulla necessità di civili riforme, ma il Papa obiettava che le esigenze erano smodate, ed evocando il ’48, si schermiva abilmente dalle parole del Minghetti, circa l’occupazione straniera. Erano le sue risposte evasive, o impacciate, ma non prive di arguta bonarietà, e anche di sincerità. Il suo spirito frivolo sì fermava alla scorza delle cose, non vi si addentrava, non intendeva la gravità delle osservazioni, le quali, non senza coraggio, gli facevano il Minghetti, il Pasolini e il Montanari. Il primo colloquio col Minghetti si chiuse così:

Pio IX: Signor costituzionale, Dio vi benedica.

Minghetti: Santità, questo titolo lo accetto francamente, e duolmi solo che le mie idee non abbiano potuto trovar adito nell’animo di Vostra Santità.

Pio IX: Il mondo è troppo agitato; il momento inopportuno; le riforme non sono eseguibili.

E il secondo colloquio col Pasolini finì, più malinconicamente, con queste parole: Dunque, anche voi, mio caro conte, mi lasciate, disse il Papa. E il Pasolini: No, Santità, non siamo noi che lasciamo Lei, è Lei che ci abbandona. Ed anche contro il Piemonte non risparmiò in quell’incontro severi apprezzamenti. Il Piemonte, disse, è dominato da idee antireligiose, e vuol pi-