Pagina:De Cesare - Roma e lo Stato del Papa I.djvu/288

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270 capitolo xiv.


Già il gran Pastor, varcato il Trasimeno,
All’ostel di Maria il voto ha sciolto;
Sul patrio Misa, e il Foglia, e il Savio e il Reno,
Ecco, siccome sol, splende il suo volto,
Al Parma, all’Arno, al Panaro, il baleno
Ne giunse, e il loro omaggio egli già ha accolto;
Stupefatta lo mira Italia, e amante
Bacia i vestigi delle sacre piante.

Visitò anche il sepolcro di Dante. Entrò quasi timidamente nella piccola cappella, fermandosi pensoso innanzi all’effigie del poeta, che sovrasta il sarcofago, e lesse le tre iscrizioni, che adornano il tempio, ch’era allora com’è oggi. Presentatogli il libro dei visitatori, e supplicato di apporvi la firma, dapprima esitò; ma poi, vinto dalle insistenze, scrisse di suo pugno la terzina, significantissima, del canto undecimo del Purgatorio:

Non è il mondan rumore altro che un fiato
Di vento, ch’or vien quinci ed or vien quindi,
E muta nome, perchè muta lato.

Di quella visita, e dei solenni ricordi, che doveva suscitare, nom parve che fosse rimasto profondamente commosso. Dante, la Divina Commedia, il Papato, tutto era per lui fiato di vento! Il verbale della visita al sepolcro di Dante, che, insieme al libro contenente l’autografo papale, fu conservato in apposita custodia, porta le firme dei personaggi, che si trovavano presenti, e di altri forse non presenti.

Dal balcone del palazzo delegatizio benedisse il popolo, fra le acclamazioni di una fitta moltitudine, composta in gran parte di contadini, indossanti i loro caratteristici costumi. La sera vi fu grande luminaria con fuochi di bengala alla darsena; e dopo una visita a quasi tutti i monasteri, e all’accademia di belle arti, partì all’alba del 25, non prima di aver detta la messa nella chiesa di San Pier Crisologo. Lasciò elemosine non copiose, doni alla metropolitana, e onorificenze al gonfaloniere Facchinetti Pulazzini, ed agli anziani Francesco Donati, conte Giuseppe Ginnasi Monaldini, Vincenzo Ranchelli, Giuseppe Benelli e dottor Agostino Malagola. Agl’ingegneri municipali Baccarini e Massi, in benemerenza dei lavori compiuti, concesse medaglie d’argento. Il municipio, alla sua volta, festeggiò l’avvenimento, con la re-