Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/71

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 61 —

ch’io rimanga alla Casa di Salute tutto il giorno di domani. A buon conto tu non aspettarmi.

Pianelli pronunciò queste parole con una freddezza spaventosa. E, come se avesse ancora da aggiungere qualche cosa, restò un momento a guardarsi la punta delle dita cogli occhi stretti e addolorati.

Io guardai in viso alla bella bambola per vedere se al di sotto della fredda vernice di biscuit passava un’ombra di un sospetto, di apprensione. Ma il volto sodo e grande, gli occhi aperti e ripieni di una gioia infantile non diedero alcun segno. Essa non si accorse nemmeno del pallore giallognolo e funebre che scese ad un tratto sul volto del marito.

Cesarino alzò ancora un momento gli occhi, e, indurito, irrigidito nel tremito che gli scoteva i nervi, soggiunse:

— Tornerò forse a mezzodì.

— Addio, non strapazzarti troppo.

Queste furono le ultime parole che Beatrice disse a suo marito.

L’avvenente tenore Altamura, col suo sonoro accento romano, venne a invitarla per il cotillon e la ricondusse in sala.

Cesarino uscì correndo dall’altra parte, verso la scala.

Alte grida chiesero il galoppo finale e l’or-