Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/147

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molte donne reprimono la lusinghevole idea e rifiutano perfino lo spillo; ma altre moltissime si comportano diversamente senza che per ciò siano da mettere insieme con le sciagurate che fanno dell’amore un mestiere. «L’oro e i doni splendenti hanno una muta eloquenza,» ha detto Shakespeare, «che muove il cuor d’una donna meglio dei più belli discorsi...»

Vico Dastri, che è l’uomo, come ella sa, più curioso e, per la smodata curiosità, più impertinente di questo mondo, suole tentare spesso la seguente esperienza. Accompagnando per le vie qualche bella dama con la quale fa il galante, se questa dama si ferma dinanzi alla mostra d’un gioielliere e ci lascia, come si suol dire, gli occhi, Vico Dastri, con l’atteggiamento e la voce del serpente nell’Eden, pronunzia una frase composta per la circostanza, alla quale non muta mai una sillaba: «Dite una sola parola, fate un cenno soltanto e tutto questo è vostro...» Egli sa che non può esser creduto, che l’offerta deve parere ciò che è, uno scherzo d’equivoco gusto; ma egli scherza sulla virtù delle sue amiche; dice loro, in altre parole: «Venite con me, ed io vi darò non tutte queste gioie, ma quelle alle quali la mia borsa mi permette d’arrivare...» Orbene: nessuna delle sue amiche gli ha mai espresso o ha finto di esprimere sdegno: molte hanno scrollato le spalle come udendo una qualunque sciocchezza; la maggior parte hanno rivelato il vero sentimento destato nel loro intimo da quella proposta con un sorriso di solleticato compiacimento, di contenuta e discreta vanità, con un sorriso il significato del quale non è dubbio: «Se voi poteste ottenere così ciò che chiedete, credo davvero che non fareste un cattivo affare!...»

Quel povero Raeli del quale le ho più volte parlato, stimando che la sua amica, la signora Woiwosky, fosse donna di sentimenti sublimi, cominciò, come ella rammenta, a dubitare e perciò a soffrire quando, all’indiscreta domanda che già le riferii, la dama rispose in modo che voleva essere evasivo, ma era molto, anzi troppo chiaro. «Debbo io dolermi della su