Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/168

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forse ella non spingerebbe fino a tanto lo sdegno; come non l’ha finora spinto fino a rimandarmi indietro, senza leggerle, queste mie lettere. Loro signore hanno una passione irresistibile che si chiama curiosità. E’ naturale: poichè non conoscono, e non possono e non debbono conoscere certi fatti umani, i fenomeni sociali troppo tristi, le miserie, le vergogne, le piaghe, tutto il lato della vita che resta nell’ombra e nel mistero, ma del quale presentono l’importanza, sono cupide di saperne qualcosa dagli uomini, la cui molteplice e libera esperienza non ha secreti. Non dico che se la gente sapesse di che cosa le scrivo ella non m’ingiungerebbe di smettere; ma — sia sincera! — poichè nessuno sa gli argomenti delle mie lettere, ella se ne sdegna, va bene, ma poi le aspetta curiosamente.

Già una volta io dovetti parlarle d’un luogo che i chinesi chiamano poeticamente barca di fiori, ma dove di poesia non ce n’è punta. Le vicende di questa nostra discussione epistolare mi fanno andare un’altra volta là dove il grande Poeta di cui non potei dirle il nome fece la veglia dell’arme. Senza dubbio le sciagurate che popolano queste case hanno perduto quasi sempre le ultime vestigia dell’umana dignità e sono oggetto di orrore e di ribrezzo; ma non possono esse talvolta ispirare un altro sentimento, tutto caldo, tutto cristiano, il sentimento della pietà? Quando la loro miseria sembra inguaribile, non possono esse dar prova che erano degne d’un meno infame destino?....

Io le narrerò quel che accadde una volta ad un altro poeta, non grande come l’Anonimo, ma certo non infimo. Ella non dirà così che nelle mie lettere non c’è mai poesia. Quest’altro sognatore, adunque, una sera che i fumi del vino gli avevano annebbiato il cervello, si trovò non solamente incapace di resistere agli incitamenti della chiassosa compagnia con la quale aveva banchettato, ma perfino di giudicare dove fosse e che cosa facesse. Se, nella prima gioventù, arso di amore, egli non aveva troppo badato, come tutti gli altri uomini, al bicchiere nel quale dissetavasi; con