Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/261

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Tratto di tasca un minuscolo taccuino di cuoio rosso e tolto il piccolo portamatita d’oro che lo chiudeva, ella voltò alcune pagine, fermandosi ad una che era ricoperta non tanto di caratteri quanto di segni informi tracciati con rapida mano.

— Che notte è stata per me!... — esclamò, a bassa voce, guardando quel foglio e come rispondendo ad un intimo pensiero. Poi, volgendosi alla duchessa: — Avrà la pazienza, — le domandò, — d’aspettare che io decifri questa lettera?... Io gli ho scritto così: «Mio buon amico... Anche ora, e come sempre, voi avete ragione. Vi rammentate quante volte mi ripeteste queste parole, nel corso delle discussioni che sorgevano un tempo fra noi?... Adesso sono cambiate le parti e tocca a me riconoscere che la ragione è con voi! Vedete che sono giusta, e che le vostre adulazioni di un tempo non m’hanno guastata. Mentirei se vi dicessi che questa saggezza non mi costa nulla; ma mi dorrebbe egualmente che aveste a provare un rimorso per ciò. La ragione ha spesso qualche ostacolo da vincere prima di farsi accettare; ma, in cambio, il suo riconoscimento procura sempre allo spirito un senso di forte serenità... Io non so precisamente che cosa sono stata per voi — potrei, è vero, rammentarvi tutto quel che me ne avete detto voi stesso; — ma parrebbe allora che io mi lagnassi, e nulla è più lontano dal mio pensiero. Comunque, voi forse rammenterete, qualche volta, senza troppo pentirvene, le ore che passaste al mio fianco; da parte mia ne serberò sempre un dolce ricordo. È vero altresì: quella felicità avrebbe potuto durare più a lungo; ma ciò non era in potestà vostra nè mia. Bisogna accettare la vita com’è, con tutte le sue leggi; e stimarsi fortunati se, fra i tanti giorni vuoti, fra i molti amari, essa ce ne concesse qualcuno di gioia. Grazie a voi io ne ho visti sorgere molti, più di quanti potevo ragionevolmente aspettarne; fate assegnamento sulla mia più sincera gratitudine. Fate assegnamento ancora sulla mia amicizia più fedele: giovatevi di me sempre che potrò esservi utile, e credetemi, con una cordiale stretta di mano...»