Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/30

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E se io le dicessi, contessa, che rispetto al genio tutte le donne sono cieche?... Ella non si offenderebbe di questo giudizio; perchè, se noi non andiamo spesso d’accordo, molte volte ella ha riconosciuto, con una schiettezza che non so se faccia più onore alla sua intelligenza o alla sua modestia, l’intellettuale inferiorità delle donne. Così stando le cose, se la mente muliebre non vive nè arriva alle altezze dove il maschio intelletto opera e spazia, che cosa importerà alle donne la grandezza intellettuale? Che cosa faranno esse di ciò che non intendono?... Naturalmente, noi metteremo da parte le eccezioni. Nè mi dica che la galanteria mi suggerisce questa concessione. Io non commetterò ora l’insulsaggine di lodare l’intelligenza di lei; ma, se dobbiamo discutere il nostro problema, il quale, mentre mi pareva risolto con un assioma, sta per diventare — grazie alla sua ostinazione! — un apòro, io le ripeterò che alle donne di molta levatura sicuramente la grandezza importa più della bellezza; farò anzi di meglio: le riferirò il motto d’una non volgare Amatrice dinanzi a cui qualcuno, riferendo certe fortune galanti di Guy de Maupassant, diceva, quasi per giustificarle, che il grande scrittore era anche un bell’uomo.

Chi si chiama Maupassant non ha bisogno di essere bello, — rispose costei; ed ella batta pure le mani, si giovi fin che vuole di questa risposta: io debbo dichiararle che questi ed altri simili esempii sono tutti esempii dell’eccezione, non mai della regola. Esempio della regola è quello che racconta Chamfort e che ella mi permetterà di riferirle. Il filosofo Elvezio era, da giovane, bello come l’amore. Una sera che se ne stava, al teatro, tranquillamente seduto vicino alla celebre Gaussin, un molto ricco e noto banchiere venne a dire all’attrice: «Mademoiselle, vous serait-il agréable d’accepter six-cents louis, en échange de quelques complaisances?...» L’attrice rispose, forte abbastanza perchè il giovane filosofo potesse udire, e additandolo: «Monsieur, je vous en donnerai deux-cents, si vous voulez venir demain matin chez moi avec cette figure-là...»