Pagina:De Roberto - La Messa di nozze.djvu/324

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Ma subito dopo, dal portavoce, un grido:

— Statevi in guardia!... Agguantatevi forte, per Dio!

Un colpo di mare formidabile, un'enorme muraglia d'acqua s'innalzò dal tagliamare, rovinò sul castello con l'impeto e lo scroscio d'una valanga. La prora parve inabissata, la nave tagliata a metà. E nel fragore della tempesta il lugubre grido della vedetta piombò dall'alto dell'albero:

— Un uomo in mare!

Risollevandosi la prora si videro sul castello gruppi di marinai carponi, afferrati alle bitte, alle áncore, ai candelieri della battagliola; si udì la voce del comandante in seconda ordinare:

— Tutti via dal castello!... Alla lancia di salvataggio!...

Il rombo della macchina era cessato, come se la nave fosse stata ferita al cuore; dopo un istante riprese, più cupo, più sordo, coperto dall'ululo della sirena. Le eliche battevano le acque in senso inverso per vincere l'abbrivo, per arrestare la corsa, per tornare nel punto del sinistro. Fasci di luce, dai riflettori improvvisamente accesi, ruppero la notte rischiarando l'orrore. Sul ponte luccicante