Pagina:De Sanctis, Francesco – La giovinezza e studi hegeliani, 1962 – BEIC 1802792.djvu/47

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cose di casa 41

Nicola era invidioso, e gli raggiava il volto, credendo alla vittoria di zio Carlo, e si voltò a me, dicendo: — Cosa ne dici tu, Ciccillo? Ah! tu non c’eri — . Io non fiatai; ero inconsolabile, e chinai il capo, e mi ritirai in quell’angolo di casa, testimonio delle mie veglie e dei miei studi. Era sul tavolo un libro aperto, le Vite de’ Santi Padri di Domenico Cavalca. Io presi il libro con dispetto e lo buttai giù, dicendo: — Al diavolo questi Santi Padri. Ho invocato oggi tutti i Santi del Paradiso. A che siete buoni voi altri Santi? — Poi mi pentii di quell’atto di superbia, e mi sovvenni che dovevo sentir messa il di appresso, e raumiliato e stanco mi buttai sul letto e ingombro la mente di fantasmi, mi addormentai.

Venne il dimane. Mi avviai e mi trovai innanzi al Gesú, ma indugiavo e non volevo entrare, e un pensiero mi diceva: — Si, entra — . Tra entrare e non entrare continuavo il cammino, e mi trovai dal marchese Puoti, e a chiesa non ci tornai più. Mio zio era rimasto percosso, s’era fatto più curvo, e rompeva spesso in atti d’impazienza. Qualche volta vidi che lacrimava. Mi sembrò che fosse divenuto un po’ freddo con me, e non mi volesse più quel. bene. Una sera, mentre io gli facevo le moine, si levò e mi percosse, e dovettero trarmi dalle sue mani. Cosa era nato? Anche oggi non lo so. Un’altra volta s’andava a fare una scampagnata sopra i Cacciottoli. Eravamo giunti al largo della Pigna Secca, quando dissero a zio che io portava una calzetta rotta, e zio s’infuriò e mi ordinò di ritirarmi a casa. Il mattino, secondo il solito, andai allo zio, e dissi: — Zio, sono le sei e mezzo — . Tornato più tardi lo chiamai un’altra volta, egli si levò. Ero entrato in cucina allora allora, quando mi giunse una voce: — Ciccillo! Ciccillo! — Tesi l’orecchio, e la voce ripeté: — Ciccillo! — Corsi, e vidi che lo zio era per terra, e mi chinai per alzarlo, ed egli fece un gesto d’impazienza, come volesse dire: — Cosa puoi fare tu? — Corsi da zio Pietro, gridando: — Zio è caduto — . Fummo tutti attorno a lui, e a gran fatica fu potuto rimettere a letto. Aveva perduto tutto il lato sinistro. Ecco subito salassi e sanguisughe e digiuni e cuffia di ghiaccio. Riebbe la parola, ci guardò, ci ravvisò. Non lascio più ii letto.