Pagina:De gli horologi solari nelle superficie piane-1614.pdf/15

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

1

DE GLI

HOROLOGI

SOLARI

NELLE SUPERFICIE PIANE.

PROEMIO.


Il giorno naturale, cioè quel spatio di tempo, che consuma il Sole in un perfetto rivolgimento; mediante il primo mobile; d’intorno à tutta la Terra, si divide quasi da tutte le nationi del Mõdo, in ventiquattro parti, le quali con nome propio si chiamano hore; ma non tutti però convengono nel modo, nè meno del luogo, ove s’incomincia à numerarle: Impercioche sono alcuni, che le fanno uguali, & alcuni diseguali; e frà quelli, che le usano uguali, altri le contano; seguitando il costume de gli Astronomi; [Franzesi, Spagnuoli, e Tedeschi. Babiloni, & Boemi Italiani, & Ateniesi.
Vitru. lib. 9.c.8.]
dal mezo giorno, e dalla meza notte, facendo in quei termini i principij delle prime, & i fini delle duodecime; altri dal nascere de Sole; & altri dal suo tramontare. Le non uguali poi l’usorno gli Ebrei, & i Romani ancora, le costuma la santa Chiesa Catholica nel recitar l’hore divine, dividendo tanto i giorni civili come le notti, in tutti i tempi dell’anno, sempre in dodici hore; le quali sono hor lunghe, hor brevi, come gl’istessi giorni; e perche queste ne i siti obli-

A qui