Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/131

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padrona e servi 125


stessa aprì, pallida più del solito, ma calma e impassibile.

Il vecchio balzò accanto al focolare e prese il giovine per i capelli, come per tenerlo fermo e costringerlo ad ascoltar bene le accuse.

— Austina Zatrillas, guardalo bene in faccia! È il tuo peggiore nemico. Egli vuole disonorarti e perderti: egli va per le tancas dicendo che tu stai per diventare la sua amante. Guardalo bene! Egli si vanta che ti farà avvelenare tuo marito per sposarti con lui.... Egli è l’amante della tua serva ed entrambi tramano contro di te! Guardalo bene....

Ella lo guardava, ma il suo viso non esprimeva che un lieve spavento: senza parlare si avvicinò ai due servi per separarli, ma il giovine, che taceva e il cui volto diventava nero, come subitamente decomposto, trasse il suo coltellino a serramanico, l’aprì, balzò su con la schiena piegata e fece rimbalzare anche il vecchio.

Ella gridò:

— Presto, gente, presto....

Il vecchio s’era appoggiato al muro e guardava il sangue che pareva sgorgasse dal suo giubbone rosso, un po’ al di sopra della cintura su cui si spandeva. Il giovine, coi capelli sul viso, raccattò la sua berretta e si slanciò verso la porta urlando:

— L’ha voluto lui.... voi mi siete testimonio.... l’ha voluto lui.

Uscì, lasciando aperta la porta: i suoi passi risuonarono attraverso. il rumore del vento.