Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/17

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chiaroscuro 11


Egli trasse il portafoglio di cuoio giallo su cui stava incisa la testa di Cavallotti (lavoro di un artista di Dorgali) ma poi si pentì e lo rimise in saccoccia.

— Ti pagherò quando mi pare e piace!

Se ne andò e rimase assente due giorni: in quel frattempo arrivò la lettera che egli aspettava e che Sabéra non esitò a mettere sul fumo della caffettiera e ad aprire senza lacerarla. Era della madre di Cáralu.

«Caro figlio, è inutile e pericoloso per te che tu ritorni. La ragazza è decisa a sposare Muschineddu.

«Essa dice che da lungo tempo ti ha perdonato, ma non vuol più saperne di te, tanto più avendola il suo nuovo fidanzato convinta d’essere stato tu a prendere il sacco dalla baracca del Panama. Egli inoltre minaccia di ucciderti, se tu ritorni qui. Dal canto suo tuo padre insiste nella sua idea di volerti lontano dal paese, altrimenti chiama subito il notaio, fa il testamento e ti disereda. Caro figlio, tu sei stato sempre rispettoso verso i tuoi genitori: obbedisci, dunque, non dar altri dispiaceri a tua madre. Se tu continui a vivere lontano di qui, vedrai che non ti calunnieranno più. Penseremo a cercarti una moglie seria e benestante, quando tu avrai messo giudizio; con questa speranza ti saluto e alla fine della settimana ti manderò la solita mesata. Tua madre.»