Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/76

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70 la porta aperta


di Basìla usciva un chiarore giallastro, e Simone fissava con occhi strani quella luce che gli sembrava misteriosa. A un tratto andò e picchiò e domandò alla donna se voleva sposarlo.

La gente mormorò, poi cessò di mormorare. Basìla, dopo tutto, aveva solo dieci anni più di Simone, ed era una buona massaia: in poco tempo, infatti, la casa del giovine parve un’altra, ripulita, col forno spesso acceso e il cortiletto animato di galline. Simone fu visto di nuovo a cavallo, come quando era viva sua madre, e tutti dissero che egli aveva sposato Basìla per far dispetto a suo zio.

Egli non era innamorato di sua moglie, ma ne seguiva i consigli ed era contento di essersi levato un peso dalla coscienza e di aver sposato una donna savia. Questa andava di nuovo in chiesa e parlava per sentenze, ed a lui pareva di esser tornato ai tempi felici quando viveva sua madre ed egli, ancora innocente a vent’anni, andava a letto con lei e ripeteva le preghiere che ella gli suggeriva.

Un giorno, parecchi mesi dopo il suo matrimonio, la donna che gli aveva mandato la coscia di muflone, lo chiamò, mentr’egli passava davanti alla sua porta, e gli domandò cento scudi in prestito.

Egli si mise a ridere.