Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/201

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peschi nella sua memoria come quel giorno nella barca di Onesto, e ne trae qualche cosa che mi offre appunto come quel giorno i pesciolini.

— Ricorda, signora, — dice sollevando la fronte sulla quale s’è alquanto spianata l’impronta delle onde innumerevoli dei giorni vissuti, — ricorda com’era confuso per la sua presenza il povero Onesto? Povero per modo di dire, perché è ricco, veh! Ha due barche nuove e tre ville tutte affittate: e pesca per cento e duecento lire di pesce al giorno. Ebbene, era confuso, per la sua presenza, signora, l’ha notato? Perché è un bravo uomo, le dico: a cercarmi non viene, ma se ho bisogno e glielo mando a dire mi soccorre subito, perché, signora, io da ragazza sono stata in casa sua, del suo nonno voglio dire, perché lui non era nato ancora. Il suo babbo era un ragazzo, poco più vecchio di me, e mi diede promessa di matrimonio: così si fece assieme un bambino, ma poi lui non mantenne la promessa. E Onesto si vergogna di questo.