Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/115

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ozio 113


La marinaia aveva fama di donna maliziosa; ma quando sapeva un segreto le riusciva difficile nasconderlo.

— Prenditi uno scialle, — disse a Barbara: — l'aria sulla collina è fresca e tu non devi fidarti troppo; l'aria fresca fa male ai malati di polmoni.

— Chi ha detto che io ho male ai polmoni?

— Me l'ha detto Pasquale; eccolo lì!

Mentre la donna andava a prendere lo scialle, Barbara salutò il vecchio marinaio malato. Egli sollevò il capo sul quale pareva fosse rimasto un po' della spuma del mare, e la guardò coi suoi occhi vitrei pieni di melanconia.

— Come state? — ella domandò accomodandosi il velo attorno al cappello. — Bel tempo, eh!

— Bello, ma non per noi, — egli rispose scuotendo il capo come per dirle: «Tu ed io siamo spacciati, per noi non c'è più speranza!» — Bello per tutti, anche per questi pulcini che girano qui come anime allegre; ma non per noi, figlia benedetta! — E appoggiò la testa al muro.

— Che avete? Che male è il vostro? State allegro; ora col bel tempo guarirete.

— Mai, figlia benedetta! Il mio male è qui — egli disse, toccandosi lo stomaco. — Son tre anni che non mangio; niente passa qui dentro, figlia benedetta. La porta della vita s'è chiusa. Il pane è per me come l'oro. L'oro è bello, non è vero? Ma non si può mangiare.

Egli chiuse gli occhi, sognando di mangiare un pezzo di pane; e Barbara per confortarlo disse: