Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/131

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ballora 129


te. Miale Ghisu è un giovane ricco, che potrebbe farti qualche favore…

— Io non ho bisogno di favori.

— Ad ogni modo pensaci bene: stasera tornerò col Ghisu, se egli arriverà. E dov'è oggi sa bella manna?1 È andata in giro? M'han detto che l'hanno veduta scappare verso le pianure di Ozieri.

— Andare in giro! — rispose con voce lamentosa zia Franchisca, sorella del Pintore, che scardassava con due pettini di ferro un mucchio di lana nera. — Ci vuol altro, cuore mio; con questi panni da lutto!

— Ho scherzato — rispose serio il Sindaco, che rispettava gli usi del paese.

— Dunque a stasera. Dite a Ballora che si lasci vedere. Vedrà un uomo più bello ancora di Tiu Matteu.

Ballora, che puliva la farina nella domo 'e mola2 attigua alla cucina, udi queste parole, e il suo viso bianco, quasi cereo come quello d'una Madonna sciupata dall'umidore d'un luogo freddo e chiuso, si coprì d'un rossore fosco. Lagrime di rabbia e di desiderio le velarono i grandi occhi neri dalle lunghe ciglia.

— Ce l'ha con me, quell'avoltoio — disse alla zia, quando Franchisca entrò nella domo 'e mola per ricolmare di frumento il moggio; — ma, ve-

  1. La bella grande, la molto bella.
  2. Casa della mola: locale ove c'è l'antica mola tirata dall'asinello.