Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/95

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poveri e ricchi 93

Quando rinvenne gli parve di trovarsi in quella casa meravigliosa. La testiera del letto, sul quale egli giaceva, era tutta adorna di madreperla, e splendeva come un lembo del fiume. Le lenzuola, le coperte, i cuscini candidissimi. Gli parve d’essere sepolto in mezzo alla neve; ma l’ardore del petto e della testa non cessava.

Una graziosa fanciulla dalle mani lunghe e fini stava presso il letto: egli riconobbe la giovinetta che aveva aperta la porta alla bimba bugiarda, e una forte commozione lo assalì. Come? Dunque i ricchi avevano compassione del povero? Lo avevano raccolto anche senza che egli picchiasse alla loro porta, e lo ospitavano e lo vegliavano?

Ed egli nella sua lunga vita di miseria, egli aveva creduto che solo il povero potesse avere pietà del povero. Così gli avevano insegnato; così aveva detto lo stesso Gesù.

Egli morì poche ore dopo. Andò difilato in cielo, e appena fu al cospetto del Signore gli narrò il suo miserevole caso, e aspettò umilmente una spiegazione.

— Ah, — disse Gesù con un sospiro, — i tempi sono cambiati! Imperocchè ora il povero non crede più in me, ed il ricco aiuta il povero perchè ne ha paura.